| Il
bolognese per tutti
Il corso on-line aggiornato ad uso e consumo di maruecas,
studenti fuorisede e di chiunque voglia parlare correttamente
il vero slang bolognese!
A BALUS: un tempo si associava anche a COL
BLUES.. significa molto bene, benissimo. Ormai in disuso,
usata soprattutto dai 40/50enni. "Come e' andato quell'affare
che avevi intrapreso? A balus, ho concluso io il tutto e mi
e' andata di lusso (vedi) !"
ALLA VECCHIA: abbreviazione di "alla
vecchia maniera" ovvero senza pretese, senza fronzoli.
"Oh regaz, stasera ci troviamo da me, facciamo un po'
di balotta e diciamo a mia madre di cucinare qualcosa alla
vecchia".
ANDAR GIU' DI SPARARDELLO: Si dice di un
individuo che non ha peli sulla lingua, cioe' che dice tutto
il "Rusco e Brusco"(vedi) in faccia. "Ieri
ho litigato con mio marito e ti giuro son andata giu' di sparardello
gli ho detto il rusco e brusco di cio' che penso di lui"
ANDARE A RUSCO: e' un modo per mandare a
quel paese qualcuno in senso dispregiativo (rusco =pattume)
andare a rusco cioe' vagare in cerca di qualcosa che non vale
nulla appunto l'immondizia.
variazione ANDARE A JESI (stesso significato ma se chiedi
a qualsiasi persona dov'e' Jesi non te lo sa dire di preciso
quindi e' un po' piu' in la' del rusco che si trova sotto
casa)
BABBIONA: donna di avanzata eta' spesso
impanterata(vedi) che si trova nelle discoteche o nei locali
frequentati da giovani. " Oh ragaz, ma chi e' quella
Babiona? sembra mia madre?!"..(si pronuncia con una b
sola)
BACCAGLIARE: parlare a vanvera, oppure parlare molto. "Soccmel
se baccaglia lui la', sembra una radio!" oppure "
Smettila di fare sti baccagli perchè non ne posso piu'
".
BADILE/I: dicasi mani grandi. "Oh hai
visto Morandi che due badili che c'ha...non saran mica due
mani.."
BAGAGLIO (anche "zavaglio"): sostantivo
che può indicare indifferentemente qualsiasi oggetto
(o persona) con accezione negativa. Definisce sinteticamente
la condizione di attrezzo inutile il cui unico attributo è
quello di possedere un peso senza, nonostante tutto, svolgere
correttamente la propria funzione. "Cos'è quel
bagaglio lì?" domanderà con aria di superiorità
il giovine felsineo additando il vecchio cellulare dell'amico
dalle dimensioni di un cabina telefonica; oppure "lui
lì e' un gran bagaglio"o ancora "lo butto
sto zavaglio qui?o ti serve?
BAGIGIA: Nocciolina americana, arachide. " Oh regaz avete
comprato le bagigie per l'ultimo dell'anno?"
BALOTTA: Notevole concentrazione di persone in un dato sito.
A volte può indicare anche la propria compagnia di
amici. "Gran Balotta c'è stasera" sarà
l'affermazione del giovane bolognese constatando la coda kilometrica
per entrare al Ruvido...(locale noto per la coda all'ingresso)
BATEDO: letteralmente equivalente alla locuzione
"una gran quantità di". Il termine, pur nella
sua sinteticità estrema, esprime con disarmante successo
l'immagine onomatopeica del tamburellare incessante di qualcosa
che si abbatte senza concedere tregua alcuna. "Ho preso
un batedo d'acqua!" esclamerà correttamente l'ignaro
cicloturista appena rincasato fradicio dopo l'ennesima bizza
metereologica di queste mezze stagioni ritornate prepotentemente
di moda. Alcuni il "batedo" l'hanno invece riscontrato
personalmente nelle risse davanti al famoso locale notturno
bolognese Matis.
"Ho preso un gran batedo di botte" mi hanno picchiato..
BATTELLO: come batedo ma piu' italianizzato
BAZZA: intrallazzo, conoscenza tattica volta
all'ingresso in disco (o altro...) senza sottostare a code
di ore o allo sconto all'atto dell'acquisto del settimo aperitivo
consecutivo al Rosarosae. Con l'aggiunta di GRAN davanti diventa
Affare - Sbazzare (scambiare)
BELLA VECCHIO!: tipica espressione per salutare
un vecchio amico o amica (VECCHIA) o amici (VEZ).
BEPPE MANIGLIA: Mitico personaggio di Bologna, era possibile
tempo fa vederlo in canottiera a dicembre con la neve in piazza
Maggiore a suonare per i passanti.. Mitico!!
BEVERONE: Cocktail, bevanda di notevoli
dimensioni, "Regaz oggi dal gran caldo, mi son fatto
un beverone ghiacciato"
BIGA: bicicletta.
BOCCHEGGIARE/BROZZARE: cogliere sul fatto,
scoprire qualcuno in situazioni particolari (la maggior parte
delle volte quando non si dovrebbe esser scoperti). "Oh
regaz l'altro giorno la mia donna mi ha brozzato mentre mandavo
sms ad una tipa".
BOMBARDATO: individuo sballato, un po' sfigato,
rincoglionito, ma che crede di essere al top.
BONA LE': basta. Locuzione sintetica ma
esaustiva per sancire il termine di qualsiasi attività
o discussione. "bona lè, riga! non ne voglio mezza!"
Affermerà perentoria la fanciulla-bene all'incipiente
quarantasettesimo tentativo di "intomellamento"
ad opera del maldestro maraglio di turno.
Vedi anche: "riga".
BRAGA: derivazione di braghe, pantaloni.
Il termine viene usato per indicare qualsiasi luogo in cui
il numero di presenze maschili superi quello femminile. "Oh
regaz ma dove mi avete portato? In questa discoteca c'è
solo della braga!" cioe' non ci sono donne..
BRESCO: o meglio "essere bresco".
Definisce lo stato comatoso conseguente ad abuso di sostanze
alcooliche e depone a grande sfavore del soggetto in quanto
assolutamente incapace di intendere e di volere. Es.: "Regaz,
ieri sera ero troppo bresco" esclamerà il morigerato
fanciullo la giornata susseguente ad una bravata con gli amici.
BRISA: La negazione per eccellenza del vero
bolognese. E' uguale al NON in italiano ma è molto
più potente. Da usare in frasi perentorie (rigorosamente
in dialetto) nelle quali non ci sia possibilità di
replica da parte dell'interlocutore. "Oh cinno brisa
strazzer i maron!". ehi bambino non rompere le scatole
BRUSTULLO o BRUSTULINO/I : Seme di zucca essiccato. "Oh
ragaz non comprate i brustulli allo stadio, son vecchi e son
secchi, meglio alla Coop".
BRONZA: Termine che sta ad indicare una
emissione di gas più o meno nociva e/o rumorosa dall'apparato
intestinale.
BULBO: capelli. Il bolognese veramente giovane
affermerà al suo amico scapigliato dalla corrente:
"con questo vento hai un bulbo che non si affronta!"
BURDIGONE: letteralmente scarafaggio. Il
termine indica però anche quelle caramelle nere, in
simil-liquirizia, a forma appunto di scarafaggi, che, a volte,
ancora si riescono a trovare in alcune vecchie drogherie.
BURIDONE/MALIPPO: casino, bordello, confusione.
BUSONE/A: termine polivalente, comunemente
sta ad indicare il gay mentre al femminile descrive una donna
con delle vedute sessuali particolarmente "aperte".
Può essere però usato anche per descrivere una
persona particolarmente fortunata. Il termine viene associato
spesso a "Soccia che.. " in questo caso la fortuna
e' sfacciata.
BUSSERIA: parola che descrive una rissa o meglio un tafferuglio
... " Soccia ieri sera allo Sporting dei maragli han
fatto una gran busseria.. poi e' arrivata la Madama e ha fatto
un gran ripulisti" (vedi)
BUZZA: letteralmente "pancia".
Con tale termine si vuole indicare la protuberanza addominale
che frequentemente accompagna già in tenera età
i giovani bolognesi. Un grande classico è la cosidetta
"buzza alcolica", cioè quella dovuta al ripetuto
e costante abuso di sostanze alcoliche. "Hai visto che
buzza che ha messo insieme a taffiare come un ninino"
cioe' visto che pancia che gli e' venuta a forza di mangiare
come un maiale..
CALIFFO: il termine spesso usato per riconoscere
ad un determinato soggetto una certa qual abilità spesso
riferita al campo femminile, ma non solo. Dire "sei un
califfo" è come dire "sei un grande!".Questa
valutazione è spesso accompagnata da un aumento di
volume della voce dell'autore per un evidente coinvolgimento
dei presenti.
CANAPPIA: naso molto prominente e pronunciato.
"Soccia che canappia che ha lei li', sembra la befana!"
CARRAMBA: Carabiniere. si pronuncia con una r sola Caramba.
CARRO: Vedi "Ferro"
CARTOLA: tipo giusto, molto fico, di un'altra
(vedi). Se si "ha la càrtola" significa che
si possiedono tutte le caratteristiche necessarie per fare
colpo sull'universo femminile.
CARTONE: vedi "Papagna"
CATRAME: Vedi "Scardozzo"
CASSA/CARRIOLA: Stato mentale in cui non
si è particolarmente orientati nel tempo e/o nello
spazio. Può essere dovuto all'assunzione di sostanze
psicotrope o alcoliche, ma anche ad eccessiva stanchezza.
"Oh regaz, ieri sera c'avevo una cassa adosso che mi
hanno dovuto portare in branda gli altri perchè io
non ce la potevo fare"."Vado a letto perche' ho
una gran cariola" (via la doppia r)
CIAPPETTI: si pronuncia con una T sola Ciapetti .. mollette
per il bucato.. "Dai passami due ciapetti che stendo
le lenzula al sole"
CIAPPINARO: La pronuncia esatta è
Ciapinaro in quanto la doppia "p" viene immolata
senza troppi rimorsi sull'altare della corretta cadenza felsinea.
Il termine, indica il trafficone tuttofare, colui che svolge
attività non soggette a fattura nell’ambito della
manutenzione della dimora o dei veicoli all'interno di relazioni
tribali di condominio o di quartiere.
CIAPPINO: Il termine ha il significato di
affare, incombenza da assolvere. "Devo andare a casa
che c'ho un ciapino da fare" dirà il bolognese
alla sua morosa che vuole propinargli una serata davanti alla
tele a vedere per l'ennesima volta "Vi presento Joe Black".
CICCHETTO: Il cicchetto è un giro
di sostanza alcolica al bar. In origine poteva essere il bicchiere
di vino, servito nel tradizionale bicchiere di vetro piccolo
e spesso 4 cm, adesso può anche essere riferito agli
"shorts". Il vero professionista del cicchetto comincia
la sua giornata alle 7 della mattina con appunto un cicchetto
di stravecchio, rigorosamente a stomaco vuoto..
CINNO: Bambino, ragazzo. Tale termine a
volte viene usato, in modo dispregiativo, per impartire, in
modo perentorio, un comando ad individui (generalmente più
piccoli di età o condizione) di cui si ha scarsa considerazione.
femminile (CINNA) si dice anche per indicare una brava ragazza.
"Oh ma lo sai che lei liì e' proprio una brava
cinna!" .plurale (CINNI).
CIOCAPIATTI: Letteralmente "Colui che
rompe dei piatti". Più correttamente "cioccapiatti",
la doppia "c" non viene pronunciata per esigenze
di cadenza. Personaggio sbruffone con la tendenza a parlare
molto e concludere poco. Di solito affibiato ad individui
che si vantano di particolari prodezze o agganci che in realtà
non hanno. "Lui lì è un gran ciocapiatti"
affermerà il gentleman bolognese raccontando agli amici
le gesta del PR di turno che gli aveva assicurato un entrata
a gratis al Matis (e scusate la rima).
CIOCATA: rimprovero, cazziatone. Anche in
questo caso la doppia "c" viene elisa per motivi
di corretta pronuncia. "Ho preso una ciocàta pazzesca"
asserirà correttamente lo studente ripreso e ridicolizzato
di fronte alla platea di compagni di corso dal prof che lo
ha "sgamato" mentre copiava la soluzione del problema.
CIOZZA: Vedi "Bresco" "Oh
ieri sera ho preso una ciozza della Madonna".
CONTADO: Contadino.
CREPA: ha molteplici usi. Tirarare una crepa:
Morire. Ho fatto una crepa: Brutta figura. "Hai sentito
di quel vecchietto che in centro e' finito sotto l'autobus
e ha tirato una crepa?"
CUCCIO: piccolo urto, colpetto, inteso in
svariati modi, anche sessuale. "Oh regaz, l'altra sera
mentre parcheggiavo ho dato un cuccio al paraurti della macchina".
"Oh regaz, l'altra sera avevo una gran tirella (Vedi)
e ho dato un un cuccio alla mia donna"
DARE LA MOLLA (O SMOLLARE...): mollare,
scaricare. Utilizzato principalmente nel senso di liberarsi
della persona con cui si è soliti accompagnarsi. Alla
domanda "dove l'hai messa la morosa?" il giovane
bolognese che vorrà distinguersi per eleganza e modernità
risponderà convenientemente "cioé, le ho
dato la molla, mi aveva troppo zagnato i maroni!" (vedi
"zagnare") oppure "ho smollato la raga".
DELLA SERIE...: incipit per eccellenza che
prelude ad una categoria di cui l'evento che viene commentato
si ritiene faccia parte. Fondamentale la "s" sibilante
e la "e" molto aperta affinché la locuzione
sia effettivamente giovane ed efficace.
DI LUSSO: si usa specificatamente con davanti
"andare" .. in un qualche modo essere fortunati..."
Com'e' andato l'esame? Mi e' andata di lusso, mi han chiesto
di parlare di argomenti che sapevo!"
DOPO LA PUZZA: (ARRIVARE ): indica arrivare
a fatto avvenuto, dopo che ormai le acque si son calmate...
"Regaz cos'e' successo? Bisogno di aiuto?" dira'
al suo arrivo dopo un tafferuglio sotto le due torri il giovane
felsineo.. "Seee oh te arrivi sempre dopo la buzza!!)
EH BEN BEN: espressione tipica bolognese
usata in molteplici occasioni sia in positivo che in negativo.
"Come stai? risposta: Eh ben ben sta buono va la' ho
un mal di testa della madonna!" oppure "Com'era
il concerto? risposta Eh ben ben uno spetaccolo mai visto"
notare Spetaccolo una t e due c..
ESSERE DI UN'ALTRA (o di prima, o di primissima):
sottointeso "categoria" (al maschile è sottointeso
"ordine"). Locuzione utilizzata per esprimere entusiasmo
e felicità per qualcosa. L'oggetto dell'espressione
viene immediatamente posto al di sopra di ogni confronto con
oggetti simili ma banalmente e tristemente più scadenti
(di ultima).
FAGIANO: persona poco furba, credulona,
ingenua. "Oh regaz, lui lì crede proprio a tutto!
E' proprio un fagiano!"
FAINA: persona simile al fagiano ma che
crede di esser furba, ma che gli altri reputano uno sfigato.."Mi
sono schiantato contro il paletto con la macchina.. Sei proprio
una faina!"
FANGA: scarpa. Tendenzialmente schivo e
scarsamente esibizionista il giovane felsineo apostroferà
il suo interlocutore appoggiando un lieve: "ho comprato
delle fanghe in centro che sono di un'altra" .
FARE IL PROPRIO NUMERO (non...): locuzione
di rimprovero che colpisce la giovane mente bolognese fin
dalla più tenera età e che lo accompagna nel
corso della sua esistenza pronunciata ora dall'amico di turno
ora dalla dolce consorte la quale, prontamente avvedutasi
dell'imminente, ricorrente fragorosa digestione del compagno
nel corso del pranzo di nozze della sorella, lo apostroferà
così: "Non farai mica di nuovo il tuo numero?!"
FAR L'ASINO: vedi fare il proprio numero, il termine puo'
essere usato come rimprovero, "Oh la pianti di far l'asino!!"
ma anche come complimento " Soccia che simpatico fa sempre
l'asino "
FARLOCCO: termine da usare in casi di malfunzionamento
di un qualsiasi aggeggio. Il top del farlocco è quando
fai un acquisto di cui sei troppo felice e ti accorgi, appena
scartato che il tutto non funziona. "Oh regaz, ho comperato
un nuovo pc nuovo ma non si collega ad internet, mi sa tanto
che è farlocco".
FATTANZA: situazione mentale non molto differente
dalla cassa (Vedi). Questo termine è però più
indicato nei casi di uso massiccio di sostanze chimiche (Chicche,
funghi) oppure di erbe misteriose.
FERRO: I bolognesi usano questo riferimento
al noto elemento presente in natura per indicare un veicolo
a motore a 2 o 4 ruote. Tipiche situazioni sono quelle che
si verificano quando il maraglio (vedi sotto) di turno si
presenta al bar davanti agli amici con la "Punto Sporting"
ipertaroccata i quali diranno:
"Ma dai! Ma che ferro hai?" (notare la finezza della
rima...) oppure "Gran ferro!" oppure "Va mo
la che ferro che sfoggi stasera!"
FETTA/FETTE: significato piedi o piede.
"Oh ma che fette c'hai? Sembran due pinne!"
FIOCCO: bacio. Gergo tipicamente da sbarbo,
ma ormai caduto in disuso, ancora in voga fra i veri intenditori
dello "slang" bolognese.
FITTONE: paletto, ostacolo, generalmente
fisso, ma sono sempre più frequenti quelli mobili,
per impedire il passaggio di autoveicoli. Il fittone classico
è solitamente di forma fallica. "Oh regaz l'altra
sera ho preso contro ad un fittone in parcheggio e ho sfatto
la fiancata".
FONTANIERE: idraulico
FUNZIA: funziona, funzionare. "Oh regiz,
ho riparato la moto adesso si che funzia!"
GABANELLA/PENNICA/PISOLO: pennichella. Indica
un riposino dopo mangiato orario pressoche' dalle 13.30 alle
14.30. "Regaz, io vado mangio mi faccio una gabanella
e ritorno" - "Mi son fatto una pennica di tre ore"
GAGGIA: mento di notevoli dimensioni e sproporzionato
rispetto al resto del viso. Tra gli esempi più famosi
citiamo Celìne Dion e Michael Schumacher.
GAGNARE: rubare, fregare. "Dove hai
preso quella biga (Vedi)?" "L'ho gagnata in piazza
Verdi a un Tunnello (Vedi)"
GEPPO: scarso, maldestro, personaggio di
scarso spessore. Aggettivo dispregiativo utilizzato per additare
persona sfigata di cui si nutre scarsa considerazione. L'espressione
può essere rafforzata ulteriormente da specificazioni
peggiorative come nei seguenti esempi: "geppo di ultima".
GHEGA/GNOCCO/TOZZA: colpo, urto, ma può
indicare anche un pugno oppure un incidente. "Oh regaz
l'altro giorno stavo impezzando una gnocca di prima. Il suo
tipo però se ne è accorto e mi ha cacciato una
gran ghega in fronte".
GHIGNARE: per il vero bolognese significa
ridere. "O regaz l'altra sera siamo andati alla Fiera
e ci siam fatti delle gran ghigne!"
GIANDO/GIANDONE/GIANDONAZZO: termine che
ha la stessa valenza di "geppo" (cfr.), ma che a
differenza di questo deve essere usato con persone di notevole
statura e stazza.
GIAZZO: contrazione della parola "ghiaccio".
Il termine sta ad indicare una temperatura particolarmente
rigida con presenza di pinguini. "Oh regaz, ma che giazzo
fa oggi?" Ha un doppio significato "Avere del giazzo
in tasca" cioe' avere le tasche vuote..
GIGIONE: ragazzo molto alto con caratteristiche
simili al giandone (vedi) o geppo (vedi)
GNICCARE: termine dalla valenza multipla:
può indicare un rumore "Oh regaz ho la macchina
che gnicca sull'anteriore". oppure può essere
usato per indicare una morte improvvisa "Oh regaz l'altro
giorno è gniccato mio nonno d'infarto".
GNOLA (FARE LA): espressione da usare in
presenza di persone lamentose, querule. "Dai mo Gina,
ti porto al cinema, piantala di gnolare!"
GREZZA: gaffe, figura barbina di proporzioni
cosmiche.
GROSSO: (FARE IL) : espressione usata per
indicare un gradasso, un bullo. "Oh regaz, lui li fa
troppo il grosso, prima o poi si becca due schiaffazzi!"
La parola viene spesso associata a persona palestrata molto
muscolosa. "Soccia lui li' se e' Grosso! chissa' in che
palestra va?!"
GUAZZA: per il bolognese DOC il termine
indica la brina che, durante le notti felsinee si forma, spesso
e volentieri, un po' ovunque. "Oh regaz occhio a tornare
a casa col motorino che c'è della guazza".
GUBBIARE: dormire. "Oh regaz, ieri
ero a pranzo da mia nonna, ho cacciato una gran taffiata (Vedi),
mi è venuta una gran cassa (Vedi) nel pomeriggio, così
mi son buttato sul letto e mi son fatto una gran gubbiata".
GUFO: Vigile urbano, polizia municipale...
"Oh regi non passate piu' in via S.Isaia, i Gufi ci han
messo il Sirio!"
GUZZARE: ovvero l'atto sessuale propriamente
detto, anzi fatto. "Allora com'è andata con quella
la'?" "Le ho cacciato una guzzata della Madonna".
Il termine però può anche indicare un furto
"Regaz mi hanno appena guzzato la macchina!"
IMPALUGARE: allappare, invischiare. Tipico
verbo da usare durante gare di Orzoro, pangrattato a cucchiaiate
senza bere. Il giovane bolognese che tronfio estrarrà
dal suo zainetto il mitico "tortino porretta" o
il non meno temibile "buondì classico" (privo
dell'effetto lubrificante della marmellata o della copertura
di cioccolato) per la merenda si troverà irrimediabilmente
impalugato e quindi bisognoso di ettolitri di liquido. "Oh
regaz sta merenda impaluga da matti, slungatemi un beverone(vedi)"
IMPITONATA: dicasi di ragazza molto intappata(vedi
sotto) appariscente sia negli indumenti che nel trucco. Riferito
al pitone. "Oh visto quella tipa com'e' impitonata?"
INFOIATO: il termine indica uno stato mentale
in cui un individuo si butta a capofitto in un'azione oppure
è particolarmente convinto di riuscire in una impresa.
"Oh regaz con quella tipa la mi sto infoiando di brutto"
INGHIPPO: ostacolo,situazione ingarbugliata,
problema, grattacapo.
INTAPPO: abbigliamento particolare, look.
Utilizzato in modo particolarmente efficace per riferirsi
a travestimenti o agghindature finalizzate alla partecipazione
a feste a tema (intappo anni '70). L'arrivo di un amico dotato
di zampa di elefante e stivaletto in pelle con cerniera laterale
verrà convenientemente salutato con un efficacissimo:
"meerda, che intappo! Sei troppo di un'altra!".
Lo stesso termine può essere esteso alla fanciulla
notoriamente tranquilla in vena apparente di trasgressioni
presentatasi con un look aggressivo. INTAPPINO : Termine che
usano le donne per sottolineare un indumento intimo per far
colpo sul fidanzato "Ieri mi son comprata un intappino
da urlo"
INTORTARE (da cui il sostantivo "intorto"):
circuire, ammansire con discorsi possibilmente lunghi e fastidiosi
a fini persuasivi. La pratica dell'intorto è tipicamente
attuata dal giovane di tendenza che, sfoggiando camicia "di
primissima" ed il dodicesimo calice di frizzantino al
dehor del Rosarosae, dà prova di prorompente logorrea
alla fanciulla trampolata di turno al fine palese di ottenere
favori di natura sessuale. Il risultato comunque è
indefinibile! "Lui la' mi ha fatto un'intorto che non
finiva piu', una pezza che la meta' basta!"
LA META' BASTA: se basta la meta' figuriamoci
l'intero... "Oh lui li' e' talmente maraglio che la meta'
basta!"
LESSO: tipo scarsamente sveglio. "Lui
lì è un lesso!" esclamerà la sagace
fanciulla bolognese additando il giovane di passaggio il quale,
la sera precedente, alla visione della suddetta in soli autoreggenti
e sandali con tacco vertiginoso, non ha compreso le malcelate
intenzioni sessuali della focosa compagna.
LUDRO: personaggio dalle abitudini alimentari
particolarmente sregolate (soprattutto nelle porzioni e negli
orari), da cui il termine "sludrare". (vedi)
LUMINO: emissione involontaria e accidentale
di particelle di saliva dalla bocca. Il lumino compare sempre
in momenti topici o importanti tipo quando stai intortando
la donna della tua vita oppure durante un esame il cui esito
potrebbe cambiarti la medesima e nel bel mezzo della discussione
fai il bagno al tuo interlocutore perchè ti è
partito il "lumino".
MARAGLIO: aggettivo sostantivato utilizzato
per identificare ragazzi/e abbastanza grezzi che si mettono
in mostra in modo vistoso e cafone. Il giovane della Bologna
bene affermerà "che gran maraglio!" indicando
platealmente il possessore della Renault 5 turbo con ruote
iperlarghe e adesivi sul genere "turbo", "Rabbit",
"O'neill" o peggio l'alettone dietro all'Alfa. Il
contrario avviene quando il giovane della bologna bene sfodererà
il Porsche fiammante dal quale scenderà rigorosamente
iperabbronzato con camicia bianca e con occhiali da sole "Rayban"
portati anche la sera. In questo caso la domanda più
comune tra la gente è: "Ma che maraglio è...?"
MARONI: il termine, foneticamente parlando,
rende al meglio il significato di queste rotondità
anatomiche maschili di particolare importanza. Senza bisogno
di spiegazioni sono le frasi " Ho due maroni così"
(sottointeso "grandi": la grandezza viene spesso
efficacemente espressa da una gestualità non fraintendibile...)
e "mi hai rotto i maroni".
MUSTA: termine che sta ad indicare il movimento
ripetuto e ad andamento circolare della mandibola e della
muscolatura attorno alla bocca dell'incallito consumatore
di allucinogeni vari.
NIDI: materiale vario, radunato a casaccio
in un cartone o cassetto che non si userà mai. "Oh
Cinno, vedi ben sistemare tutti quei nidi che hai nella tua
camera, altrimenti te li caccio giù dalla finestra"."Quasi
quasi oggi faccio lo spoglio dell'armadio e butto via un sacco
di nidi"
NIZZA: prostituta di colore. "Oh ho
fatto un giro in via Rigosa (per chi non e' di Bologna, e'
una via periferica che collega Zola Predosa a Bologna) era
pieno di Nizze" derivante da NIZZO: livido nero.
NOCE: pugno. "Ti caccio una noce"
esclamerà il bolognese inveendo contro l'ennesimo "extra"
che cerca di pulirgli il vetro al semaforo.
NON C'E' PEZZA: locuzione ermetica che affonda
le radici ai tempi di vacche magre in cui le pezze potevano
sancire la salvezza di un capo di abbigliamento ormai logoro.
Quando "non c'è pezza" significa che non
vi è modo di recuperare lo strappo e, per traslato,
sottolinea l'ineluttabilità di un evento senza che
si possa fare niente per evitarlo o per negarlo.
"Devo mettermi a dieta, non c'è pezza!" esclamerà
non senza una nota di tristezza il giovane imbolsito da vagonate
di tigelle e crescentine.
NON SI AFFRONTA: locuzione atta ad indicare
situazioni, immagini e/o persone al limite della gestibilità
o comunque sgradevoli a qualunque dei cinque sensi.
NON VOLERNE (PIU') MEZZA: essere saturo
di una cosa al punto di non volerne più sentire parlare.
Appare evidente il superiore impatto emozionale della locuzione
felsinea al confronto del ben più prolisso ed inefficace
corrispondente italiano. (Vedi anche "scendere la catena")
PACIUGO/PACIUGARE:Paciugo ha diversi significati, paciugo
inteso come pantano, lisciva sull'asfalto, fango..oppure qualcosa
che non e' venuta proprio come doveva "Ho fatto un gran
paciugo in casa quando ho imbiancato"..
"Maledetta pioggia c'e' un paciugo per le scale!!"
paciugare paciugato: diversi significati sia in positivo che
in negativo:
"Oggi ho paciugato un po' con i pennelli e ho dipinto
un bel quadro" "Quasi quasi mi metto a paciugare
con il pc, chissa' che non mi vengano idee per realizzare
qualcosa di bello"..
PACCO: questa parola ha diversi significati
il primo sta ad indicare l'organo sessuale maschile molto
evidente, il secondo sta a signifare una truffa,un tranello
o di un oggetto che si presenta non proprio come volevamo
"Oh regaz, sto stereo e' un gran pacco! non funzia proprio
era meglio il mio vecchio!"
PAGLIA: sigaretta. Tipica l'espressione
del galantuomo bolognese il quale, dopo avere sorseggiato
il quinto "mohito", si rivolge elegantemente al
tavolo accanto al proprio biascicando: "oh, regaz, avete
una paglia?".
PALAZZO: palasport. Usata ai tempi del Palasport
di Piazza Azzarita, ma ormai usato anche per il Palamalaguti
"Oh regaz, domenica tutti al Palazzo! Vien anche mia
sorella".
PANNO: coperta (del letto). Viene chiamato
a gran voce dal galantuomo bolognese al sopraggiungere dei
primi freddi apostrofando così la signora: "Oh,
Cesira, tira fuori il panno!".
PAPAGNA/CARTONE: Pugno,sberlone,vedi anche
ghega/gnocco/tozza. "Oh se non la pianti di far l'asino
ti do una papagna che ti faccio girare due ore"
PASSI LUNGHI E BEN DISTESI: ormai in disuso
ma sempre efficace, lo dice chi vuole allontanare un individuo
prima che succeda qualcosa del tipo rissa..o per interrompere
bruscamente una conversazione "Oh tipo vai mo a rusco(vedi)
passi lunghi e ben distesi o ti arriva un cartone"
PANTERONA: si dice di ragazza molto appariscente
vestita in modo molto sexy tipo pantera. "Oh regiz, vado
in pista e ballo vicino a quella panterona!"
PELANDRONE: il termine, ormai quasi perduto,
indica, in maniera insindacabile, lo scansafatiche per eccellenza,
quello che ha sempre il culo peso. Le nonne apostofavano così
i nipoti scarsamente attivi.
PENNA: termine che viene usato per indicare
un bell'esemplare di genere femminile. "Oh regaz quella
tipa lì è una gran penna".
PEZZA: sostantivo derivato dal verbo "impezzare"
ossia usare la dialettica per chiudere all'angolo un altro
individuo contro la sua volontà, il quale, dopo alcune
orette sbotterà "cioé, mi stai tirando
una pezza allucinante! Cioé, non ti si affronta: basta".
(Vedi anche "tomella")
variante: NON C'E' PEZZA: non c'e' niente da fare, non si
puo' aggiustare. "Oh quei due non vanno proprio daccordo.
Non c'e' pezza!" oppure "Quello scardozzo(vedi)
della mia moto non va piu'.. il meccanico ha detto che non
c'e' pezza!"
PERRY: dicasi di perizoma spesso sporgente
da jeans molto a vita bassa." Oh regaz, fatti lei li
che perry che sfoggia!"
PICCAGLIO: anche in questo caso la doppia
C viene rimossa per una corretta pronuncia petroniana. Il
termine ha molteplici significati: può essere impiegato
per indicare la sicura che si abbassa per chiudere la portiera
nella macchina, oppure più generalmente un qualsiasi
oggetto sporgente che non abbia un particolare nome. Può
essere usato anche per indicare un personaggio di cui si ha
scarsa considerazione oppure uno sbruffone, in questi caso
ha la stessa valenza di "Bagaglio" (Vedi)
PILLA (FRESCA): soldi, denaro. Sostantivo
generalmente utilizzato per sottolineare le capacità
economiche famigliari che permettono al vitellone di sfilare
di fronte al "Calice" sull'ultima spider in compagnia
della bionda di turno "merda che ferro! lui lì
c'ha della gran pilla!" - "Lui li' ha fatto la fresca
con quell'aziendina"
PIOMBA: stato comatoso spesso dovuto all'azione
di agenti esterni come droghe o alcool, ma che puo' essere
usato per indicare anche uno stato vegetale conseguenza di
abbondandti libagioni (classica la "piomba post-pranzo").
PLUMA: avarizia portata ad eccessi di tipo
rabbinico. "Oh regaz lui lì c'ha una pluma addosso
che spacca!"
POLLEGGIO: riposarsi, stare calmi. Viene
utilizzata spesso anche la forma imperativa del verbo in tono
intimidatorio per raffreddare i bollori del maraglio di turno
che spinge per non fare la coda all'ingresso della disco:
"Oh, polleggiati subito!" - "Ieri sera non
sono uscito, mi son polleggiato sul divano."
POLO: sinonimo di GIAZZO (Vedi).
PRANA: sinonimo di BRONZA (Vedi).
RANDA/RANDANELLO: unità di misura
della velocità. Indica la possibilità, per un
mezzo di locomozione, di raggiungere velocità smodate.
"Oh regaz, il mio nuovo FERRO (Vedi) va a randa!"
RAVALDONE: sinonimo di SCARDOZZO (Vedi).
REGAZ/REGIS/RAGAZUOLI: contrazione della
parola "ragazzi". Usato in maniera confidenziale
dal giovane petroniano per salutare la sua balotta di amici.
"Oh, Bela regaz, siete a posto?".
RIGA: basta, finito. La citazione della
linea che determina la fine dell'elenco degli addendi nella
somma del verduraio definisce per traslato la fine di ogni
attività. Si fa seguire spesso e volentieri a BONA
LE'" (Vedi) come rafforzativo.
RIPULISTI: Sgombero sia di cose che di persone .. " Ieri
ho fatto un gran ripulisti nella scarpiera"..
RUSCO: pattume, spazzatura. "Cacciala
nel rusco!" si sentirà dire il tapino giunto al
passo della Raticosa con mezz'oretta di ritardo rispetto agli
altri amici dotati di moto ben più moderne e prestazionali.
N.b: I bolognesi pensano erroneamente che questo termine sia
utilizzato in tutta Italia.
RUSCO E BRUSCO: si dice quando qualcuno
dice il bello e il brutto di una vicenda, cioe' non nasconde
nulla di un fatto. "Ieri sono andata dal mio capo e gli
ho detto il rusco e brusco di cosa non va in quell'ufficio".
SALTARE I FOSSI ALLA LUNGA: in sintesi fare
passi da giganti, compiere imprese impossibili.. un classico
della bolognesita' e' il nonno che dice al nipote "io
alla tua eta' saltavo i fossi alla lunga" nel senso che
i giovani di oggi sono meno attivi dei giovani di ieri.
SANDRONE: termine molto "vintage",
anche questo usato dalle nonne, che davano del "sandrone"
al nipote che ne aveva combinata una delle sue. In tempi più
moderni il termine viene usato da alcuni per indicare un volgare
"cannone".
SABADONE: tipo un po' provincialotto, tipico
contadino emiliano, un po' ciondolante e goffo, un po' scansafatiche
simile al sandrone ma molto piu' contado(vedi)
SBAGIUZZA/SGADIZZA: segatura. Il termine
però viene anche usato per indicare una cosa da poco,
dal valore molto scarso, appunto come la segatura.
Nelle vecchie officine quando si chiamava l'apprendista per
pulire una chiazza d'olio si diceva "Cinno sgadezza!"
con la segatura si asciugavano le macchie.
SBOCCARE: Indisposizione gastrica con fuoriuscita
copiosa di sostanze dalla bocca.
SBORONE: esibizionista, personaggio che
si fa notare rumorosamente, privo del benché minimo
senso di misura, tatto ed eleganza. La diffusione del malcostume
nazional-popolare di stampo catodico tipico di questo periodo
storico ci offre continui esempi di "sboroni" che
spaziano dagli ostentatori di status simbol (auto, moto, abiti
griffati, accessoristica elettronica di vario genere) accomunati
dalla caratteristica di avere elevati prezzi senza possederne
corrispondenti contenuti, ai più classici autocelebratori
di prestazioni sportive, sessuali nonché spacciatori
di falsissime amicizie altolocate.
SBROCCARE: perdere la brocca, andar giu'
di brocca.. Cioe' andar fuori di testa, arrabbiarsi. "Oh
regaz, l'altro giorno la mia tipa e' sbroccata perchè
mi sono ingubbiato e non siamo andati al cinema!"
SBROZZO: unità di misura indicante
una quantità indicibile di cose o persone. "Oh
regaz stasera al Matis c'è uno "sbrozzo"
di gente" sentenzierà il giovane felsineo dopo
aver osservato la coda di 12 km davanti all'ingresso della
disco.
SCADORE: prurito. La frase classica nella
quale inserire il termine è: "Oh regaz, non so
come mai, ma oggi c'ho un gran scadore".
SCANCHERARE: imprecare, mandare un accidente
a qualcuno, manifestazione di insulti pesanti. "Oh regaz,
ieri ho sentito lui la' che gli scancherava dietro" il
termine dietro viene usato per indicare "alla persona".
SCARACCIO: emissione volontaria di saliva
dalla bocca. Lo scaraccio può essere semplice, solo
saliva, oppure composto, con aggiunta di catarro e/o sangue,
a seconda delle condizioni di salute più o meno gravi
dell'individuo.
SCARDOZZO: appellativo che viene solitamente
affibiato ad un mezzo di locomozione non proprio all'avanguardia
o che, pur essendo all'avanguardia, ha evidenti problemi di
funzionamento. "Dove l'hai preso quello scardozzo"
dirà il giovane bolognese al maruecas che si presenterà
con il suo "nuovissimo" Ciao Piaggio.
SCENDERE LA CATENA: tipica espressione che
comunica il disarmo finale nei confronti di qualsivoglia evento
al punto da non "volerne più mezza". Le due
espressioni si rafforzano spesso in un confronto sintattico
che porta il giovane ingegnere alla settima ora di scritto
dell'esame di stato ad affermare: "bona lì, riga!
mi è scesa la catena: non ne voglio più mezza!".
Lo stesso verrà ritrovato poche ore dopo completamente
"in cassa" di fronte al pub irlandese...
SCIMITONI: Modo di dire ormai solo x veri
intenditori. Usato principalmente dalle nonne durante pranzi
con abbondanti libagioni. Al terzo piatto di tagliatelle il
giovane bolognese comincerà a chiedere pietà
alla nonna e la stessa lo apostroferà così:
"Ma dai mangia ancora, non stare mica a far dei SIMITONI",
la corretta pronuncia infatti viene ottenuta mediante la S
iniziale maledettamente sibilante e l'eliminazione della C.
SDOZZO: termine che si può usare
sia per le persone che per le cose. Nelle persone indica individui
non bellissimi, un po' imbranati, oppure bizzarri o ridicoli
nell'aspetto. Può servire per descrivere un qualsiasi
oggetto che non funzioni a dovere oppure vecchio, superato.
"Oh regaz lo scooter di mio padre perde i pezzi da tutte
le parti, è proprio uno sdozzo"
SEI FUORI: essere fuori di testa, seguito
spesso da: come un balcone, come un coppertone,di brutto,
di cotenna, accrescitivo: fuorissimo.
spesso preceduto da OH MA TE.... indica una persona un po'
alticcia, ma anche una frase per mettere in discussione cio'
che qualcuno sta cercando di farci credere: "Oh ma cosa
stai dicendo? Sei fuoooori??!"
SFROMBOLARE/CACCIARE: gettare via, lanciare.
Verbi che ben descrivono gesti plateali e definitivi volti
all'eliminazione fisica di qualsiasi oggetto divenuto inutile
o comunque sgradito. "Soccia che stereo!" si dirà
appena saggiata la potenza sonora dell'ultimissimo ritrovato
acustico situato in camera dell'amico "...e che ne hai
fatto di quello vecchio?" "l'ho sfrombolato giù
dalla finestra!"
SGAMBIRLONA: Termine un tempo usato per definire una ragazza
filiforme con gambe spropositatamente lunghe.
"Hai visto che sgambirlona che e' la ragazza di mio fratello?"
SGHETTO (ANDARE DI): espressione volta all'identificazione
di contesti fortunosi che hanno consentito il concretizzarsi
di eventi altrimenti improbabili. Tipico l'incipit dello studente
universitario nullafacente e vitajolo che, all'ingresso dell'aula
dove si tiene l'esame di "scienza delle costruzioni",
con la fiata ancora turbata dall'alcool ingerito la notte
precedente esclama: "oh raga, se passo questa mi va fatta
di sghetto!"
SGODEVOLE: stato fisico mentale tipico di
una donna durante la comparsa delle sue cose, ma può
essere usato anche al maschile per indicare un personaggio
che "non si affronta" (Vedi).
SLUDRARE: verbo che indica un accostamento
alimentare quanto meno discutibile "Regaz ieri non avevo
sonno così alle 2 di notte mi sono sludrato un salame
intero con patatine fritte tocciate nella nutella".
SLUNGARE: Passare, allungare,dare.. si dice per farsi fare
un favore subito.. "Oh mi slunghi il giornale solo un
attimo che leggo l'oroscopo?"
SMATAFLONE: ceffone, manrovescio. Celebre
la frase della nonna: "Oh cinno, se non la smetti di
fare il tuo numero ti caccio un smataflone". con l'aggiunta
"che ti attacco al muro" ha un effetto abbastanza
convincente.
SOCMEL/SOCCIA: intercalare dal significato
multiplo. Letteralmente significa "succhiamelo",
ma è un'esclamazione che non ha alcun riferimento all'atto
sessuale e che può essere usata in qualsiasi frangente,
per esternare qualsiasi tipo di sentimento. "Socmel che
due maroni!" esclamerà il petroniano bloccato
nel traffico dei viali alle 5 del pomeriggio.
SOLFANAIO: rigattiere, robivecchi. Termine
che deriva dalla "solfa" petulante e ripetitiva
col quale il rigattiere faceva sentire la sua presenza per
le strade, del tipo "Donne è arrivato l'arrotino!".
Il termine si usa per indicare un qualsiasi attrezzo che sia
da eliminare per inutilità: "Regaz oggi mi è
ciocato il cellulare, è meglio se lo caccio dal solfanaio".
Per chi invece raccoglie qualcosa vicino al rusco (vedi) "Oh
sei proprio un solfanaio!"
SPANIZZO: persona che si fa notare, che
non si tira indietro, che osa in maniera evidente ma comunque
degna di ammirazione. L'immagine, per quanto possa sembrare
somigliante ad una prima lettura superficiale, differisce
sensibilmente da quella dello "sborone" (cfr.) in
quanto non comprende l'accezione negativa caratteristica di
quest'ultimo. "Oh regaz, l'altro giorno Gino ha fatto
lo spanizzo e ha pagato la cena a tutti"..
SPLENDIDO: fare lo..(vedi spanizzo)
SPARGUGLIO: confusione, disordine. Da utilizzare
soprattutto in situazioni in cui oggetti vengono lasciati
a casaccio.
SPIETRATA: termine usato per definire un conto molto salato
spesso usata dai giovani felsinei alla presentazione del conto
della Pizzeria "Soccia che spietrata 4 pizze 45 euro!!
la prossima volta andiamo da Altero" (Altero un mito!
pizzeria al taglio di rinomata fama.. e' d'obbligo per chi
passa da Bologna)
SPORTA: contenitore una volta in tela grezza,
ora in plastica, usato, generalmente, per fare la spesa. Per
i maruecas trapiantati: non parlateci di "busta per la
spesa"; per noi la busta è quella da lettera e
basta!
SQUASSO: unità di misura non precisamente
definita, molto simile a sbrozzo (Vedi). Da usare assolutamente
in casi in cui si debba gentilmente mandare a quel paese qualcuno.
SQUIZZARE: letteralmente "schiacciare".
Il termine va però associato ad azioni specifiche,
quelle in cui c'è una precisa fuoriuscita di liquido
ad esempio "Oh bela regaz, ieri son stato al Mac, mi
sono taffiato un tot di patate e ci ho squizzato sopra un
tubo di maionese: di un'altra!".
STIATTINO: sinonimo di schizzo, stiattinare schizzare.. "mamma
ti aiuto a lavare i piatti.. attento a non stiattinare dappertutto
che ho appena pulito!!
STRACCIARE: parola dal significato multiplo,
ha la stessa valenza di SBOCCARE, indica l'azione di stressare
qualcuno "Oh tipo mi stai stracciando le balle, bona
le!"; può significare anche passare col rosso
ad un semaforo, oppure, in gergo motociclistico è da
usare in casi di impennate da antologia: "Oh regaz col
mio nuovo ferro straccio delle impe che non si affrontano!".
SUDAZZA: evidente chiazza di sudore sotto l'ascella.. "Accendi
il condizionatore! Ho gia' la sudazza!"
SUSANELLO: il termine indica una persona
di statura elevata, ma non è necessariamente dispregiativo
come "giandone" (cfr.)
SVERZURA: stato mentale che comporta una
particolare carica o spinta a compiere determinate azioni.
La "sverzura" in campo sessuale è un classico.
TABANA: ododre nuseabondo, al limite della
sopportazione. Il termine trova applicazione in tutti i casi
di ascella pezzata e di notevoli concentrazioni di fumo. "Soccia
che tabana!".
TAFFIARE: Letteralmente "mangiare".
Può essere usato per indicare un abbondante ingurgitamento
di cibo: "Oh regaz ieri sera ho cacciato una taffiata
clamorosa"; ma può indicare anche solo un pasto
generico "Oh regaz ho fame, andiamo al taffio?".
TAMUGNO: termine usato specialmente in campo
gastronomico per indicare cibi indigeribili: "Oh regaz
le lasagne di oggi in mensa eran tamugne di brutto".
TIRARE GLI ULTIMI: ultimi intesi come respiro.
Termine usato per indicare uno stato di malattia molto avanzato
o terminale, dicasi di persona molto malata o barcollante.
"Oh regaz, guarda lui li' sembra stia tirando gli ultimi".
TIRELLA: condizione fisica che indica una
profonda carica sessuale, nel sesso maschile si identifica
con un'erezione.
TIRO: è l'azione di schiacciare il
bottone che apre il portone del palazzo. Quando il gentiluomo
bolognese si troverà ai piedi del condominio dell'amata
suonerà il campanello pronunciando la frase: "Ciao,
sono io, mi dai il tiro?"
TOMBINO: scolo fognario di forma quadrata con ferritoie, posta
sulla strada, "Mi son cadute le chiavi dentro al tombino!"
TOMELLA: si riferisce all'atto di "intomellare"
ossia di riversare fiume di parole sul prossimo cercando di
convincerlo delle cose più disparate. "Cioé,
mi hai fatto una tomella assurda, mollami subito!" Vedi
anche "pezza".
TOCCIARE: intingere, fare la scarpetta.
Eliminazione della doppia c come da copione "Oh nonna
posso tociare il pane nella pentola del ragu'?"
TOTALE/TOT: la totalita' delle cose, viene
spesso usato in svariate occasioni, sta ad indicare il molto
"Quella tipa mi piace un tot", "Quella moto
ha fatto un totale di chilometri".
TUGNINO: tedesco, si sentiva dire spesso
a Rimini " Oh ma quanti tugnini ci sono a Rimini?! "
TUNNELLO/TUNNO: individuo originario della
fascia del Magreb, trapiantato a Bologna, solitamente dedito
allo spaccio di sostanze illecite.
USTA: termine impiegabile in situazioni
difficili, in cui ci sia bisogno di usare intelligenza, oppure
astuzia. "Oh regaz quel meccanico lì ha dell'usta:
in due minuti mi ha riparato il mio ferro, che non ne voleva
sapere mezza di ripartire!".
VANGE!: si diceva un tempo, andava a sostituire il soccmel..
"Vange che bella macchina che ti sei comprato!"
ZACCOLONA: Donna spesso trasandata, trascura la casa e le
faccende domestiche, spesso sporca e trascurata. Che non sa
fare i mestieri di casa. "Oh regaz, avete visto che zaccolona
la moglie di Ugo? Aveva una casa che ci pianti il basilico".
ZAGNARE: rompere, infastidire. Forma verbale
tipicamente utilizzata nella più ampia locuzione "zagnare
i maroni" dove l'azione si eleva ad una forma catartica
ed universale che colpisce inevitabilmente le parti più
intime e sensibili della corporalità maschile, ultimo
ed ineluttabile bersaglio delle persone più insopportabili
che la vita ci para dinanzi.
ZAGNO: sinonimo di giazzo (vedi).
ZIGARE: piangere. Da usare in riferimento
a pianti striduli e petulanti come quelli dei bambini. "Oh
quel cinno lì ieri sera non la smetteva mai di zigare,
che due maroni mi ha fatto venire su!".
ZDOURA: letteralmente "reggitora o
reggitrice". Il termine stava ad indicare, negli anni
che furono, la classica donna/padrona di casa factotum della
famiglia patriarcale. Ora la zdoura ha il significato più
generico di donna un po' attempata, magari una di quelle che
ancora piega (a mano) i tortellini alla festa dell'unità,
oppure, quelle piene di paillettes, che si trovano nelle balere
di liscio.
ZORA: deriva dal termine sopra ma
con un'accezione particolarmente negativa e ha lo stesso significato
di donna di facili costumi, ma la zora è generalmente
conciata in maniera assurda e si muove in società con
la grazia di un camionista rumeno.
fonte: http://www.bulundu.org/Il_bolognese.htm
in collaborazione con la Redazione
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