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IL BOLOGNA E' UNA FEDE


Addio Giacomo! I tuoi tifosi ti porteranno sempre nel loro cuore rossoblu.

Il calciatore Giacomo Bulgarelli non ha avuto rivali: miglior centrocampista italiano di tutti i tempi e siamo pronti a scommetterci casa. Splendidamente completo: regista, incontrista, podista, goleador e in testa l’aureola del fuoriclasse baciato da chi può. Rivera aveva fantasia, Mazzola un dribbling più asciutto, Corso un sinistro unico, De Sisti era un mago dell’equilibrio: Giacomo aveva tutto. Vinse uno scudetto memorabile, perse male due mondiali. Venne abbandonato dalla Nazionale a ventisette anni, come un ferro arrugginito. Si era legato anima, cuore e piedi, al Bologna, che era un grande, ma anche piccolo club e comunque periferico rispetto al potere: fu questa la sua colpa?

Come direttore sportivo non ha avuto fortuna: capita ai troppo buoni. Tappe a Modena, Bologna, Catania, Palermo. In televisione Bulgarelli ha aperto una strada lungo la quale, in tanti, poi hanno provato a correre. Coppia perfetta con Massimo Caputi. Una seconda voce, che era anche prima, terza e tutte le voci della tivvù. Unico, come Carosio. Equilibrio, intelligenza, conoscenza della materia, umiltà: erano, del resto, le sue doti da calciatore. I più giovani lo ricorderanno per ”Galagol”, ”Goleada” e la Play Station. ”Un’entrata da macellaio”, ”Un’ottima giocata”, era Giacomo che lo diceva mentre le figurine scorrevano sullo schermo.

Gli amici e quanti hanno avuto la fortuna di stargli accanto o di girare il mondo con lui o solo di ascoltarlo una sera, racconteranno, commuovendosi, che era una persona straordinaria e non lo diranno tanto per dire o come si fa con chi non c’è più. Non parlava del suo passato se non tirato per i capelli. Diceva la sua, come se fosse medico o impiegato di banca o il padrone del bar, non il fenomeno Bulgarelli. Non faceva pesare il nome. Amava la buona cucina, le notti che non finiscono mai e gli scherzi. In un taxi, accanto a Causio c’era Pasquale Bruno, bravo come ragazzo e perfido e sconcio da calciatore. Voi, in fin dei conti, siete colleghi, faceva Giacomo ed era una cantilena irresistibile. Causio scese in corsa dal taxi: io collega di quell’animale? Si ritrovarono tutti al ristorante.

Bulgarelli era il capocomitiva. In Cile, in Sudafrica, ovunque. Si andava dove andava lui. Che decideva per tutti, ma glielo dovevi chiedere, altrimenti si metteva da una parte e aspettava. In Cile ci si ritrovò nel 1992, trenta anni dopo l’eliminazione dell’Italia, sconfitta e picchiata dal Cile e umiliata dall’arbitro Aston, un inglese radiato a cose fatte e misfatto compiuto. Bulgarelli aveva ventidue anni, era magro come un filo d’erba e inesperto come può esserlo un militare per la prima volta in libera uscita, ma era già il leader della squadra. La sua camera era al secondo piano. In un angolo si nascondeva una stufa a carbone. Giacomo apriva lo sportellino e ascoltava le voci che salivano dalla camera del piano inferiore, nella quale si trovavano i due commissari tecnici, Mazza e Ferrari. Bulgarelli sapeva tutto in anticipo, il che gli dava prestigio. Lo raccontò per la storia, non per farsi bello.

Nel 1966 in Inghilterra affrontò la Corea del Nord. Si fece subito male, l’Italia giocò quasi tutta la partita in dieci e l’undicesimo sarebbe stato il più bravo, non uno qualsiasi. Finì uno a zero per i ”Ridolini” del calcio, come li aveva definiti, sbagliando, il vice Fabbri, Valcareggi. Da allora Corea vuol dire sconfitta atroce, ridicola, la coda tra le gambe. Lo scudetto del ’64 è tra i più sofferti e meritati. Il Bologna, secondo la felice definizione di un tifoso, giocava come solo in Paradiso capita di veder giocare. Per frenarlo inventarono una storiaccia di doping. Spareggio con l’Inter all’Olimpico, diretta televisiva, un caldo infernale, Fulvio Bernardini in panchina, Bulgarelli alla regia: Herrera al tappeto e Italia in festa. Poveri, ma belli, come diceva un film dell’epoca.

Non badava alla linea. Acquistò chili che ne cambiarono la fisionomia. Abitava in campagna con la moglie Carla e tre figli. Tifava Bologna, ma lo faceva in silenzio. L’ultima foto lo ritrae con un bicchiere di vino in mano. Brindava alla vita, che è stata terribilmente breve, ma non cattiva. Ha avuto tutto quello che desiderava e forse di più: amore, affetto, amicizia, classe. Il danaro non era per lui.
Fonte: il Messaggero

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La formazione del Bologna Campione d'Italia nel 1925.


La nascita del BolognaFc

Il Bologna Foot Ball Club nasce ufficialmente domenica 3 ottobre 1909 presso la birreria Ronzani in via Spaderie, come sezione "per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico Bolognese.Viene eletto Presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero, vice Presidente Giuseppe Della Valle.Nell’inverno del 1910 il Bologna Football Club si era reso autonomo uscendo dal Circolo Turistico, le maglie erano state modificate con strisce verticali, ma avevano mantenuto i colori originali: il rosso ed il blu. Dopo la vittoria nel Campionato Emiliano vinto nettamente in due partite giocate nello stesso pomeriggio contro la Sempre Avanti (10-0) e la Virtus per 9 a 1 (la Virtus calcio era una squadra della sezione sportiva della Virtus che comprende anche la Virtus Bologna Basket), venne organizzata nel maggio del 1910 un’importante amichevole con l’Inter Campione d’Italia che i milanesi vinsero solo nel finale per 1-0 davanti a un pubblico entusiasta e numeroso; la bella figura fatta diede al Bologna il diritto di iscriversi per la prima volta a un campionato nazionale: 1910/11.

L’avventura iniziò con alcuni piazzamenti nei gironi regionali; nel frattempo il Bologna trasferì il suo campo di gioco prima alla Cesoia il 26/2/1911, poi allo Sterlino, inaugurato il 30/11/1913 con l’incontro Bologna-Brescia terminato 1-1.La 1° Guerra Mondiale interruppe l’attività, si giocarono solo amichevoli e tornei organizzati alla meglio. Alla ripresa si ripartì con rinnovato slancio e in poco tempo il Bologna entrò nella ristretta cerchia delle squadre che contano: fu decisivo l’ingaggio dell’allenatore danubiano Felsner che diede un impulso determinante alle ambizioni del Bologna.

Il primo scudetto

Dopo una finale scudetto persa nel Campionato 1920-21 con la Pro Vercelli, ci fu l’esordio di Angelo Schiavio (detto Anzlén) nel 1922 e, dopo una finale scudetto persa nel 1924 con il Genoa, nel 1924-25 arrivò il primo scudetto della storia rossoblu: l’avversario è sempre il Genoa che capitola solo al quinto incontro (2-0) disputato a Milano a porte chiuse per evitare il ripetersi di incidenti tra le tifoserie, piuttosto focose nelle partite precedenti.

Il Bologna gioca per la prima volta con le maglie verdi con colletto filettato rossoblu ed è un trionfo con i gol di Pozzi e Perin. La finalissima con l’Alba Roma è solo una formalità: 4-0 a Bologna e 2-0 a Roma.

Il Mitico Angelo Schiavio prima bandiera del BolognaIn vista del regime, si costruì il nuovo Stadio del Littoriale per contenere le ormai migliaia di tifosi rossoblu: il 29 maggio 1927 fu inaugurato con l’incontro della dell'Italia 2-0 alla Spagna del mitico Zamora, ed il 6 giugno si disputò la prima partita in campionato e fu subito vittoria contro i tradizionali avversari genoani: 1-0 con rete di Martelli.


Il Mitico Angelo Schiavio prima bandiera del Bologna

Angelo Schiavio era già il giocatore simbolo del Bologna e, dopo altri campionati persi per un nonnulla (come nel 1926 e nel 1927, scudetto revocato al Torino per illecito e non assegnato al secondo classificato, il Bologna, perché il Presidente Federale - nel frattempo era stato eletto il bolognese Arpinati - non volle dare adito a sospetti di favoritismo), il Bologna arrivò al secondo scudetto nel 1929 dopo una finalissima a Roma (città che porterà bene anche nelle finali successive) contro il Torino: 1-0, gol di Muzzioli su passaggio di Schiavio, autore di un’azione irresistibile.

Inizia il mito del Bologna e dei suoi gioielli: oltre a Angelo Schiavio, il portiere Gianni detto "il gatto magico" per le sue doti acrobatiche, Della Valle goleador implacabile, Perin abile centrocampista. (Fonte Wikipedia).

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LA MIA PRIMA VOLTA ALLO STADIO 06/10/2007

Giocava il Bologna in casa contro il Lecce..
FORMAZIONI:

BOLOGNA (4-3-1-2)
Antonioli; Daino, Moras (25’ pt Costa), Castellini, Bonetto; Confalone, Carrus, Amoroso; Bombardini; Adailton (27’ st Lavecchia), Marazzina (34’ st Cipriani).
A disp.: Colombo, Della Rocca, Di Gennaro, Fava.
All.: Daniele Arrigoni

LECCE (3-5-2)
Rosati; Polenghi, Diamoutene, Esposito; Angelo (12’ st Valdes), Munari, Zanchetta, Ariatti, Vives (18’ st Ardito); Abbruscato, Tiribocchi (29’ st Tulli).
A disp.: Benussi, Fabiano, Giuliatto, Lovrecic.
All.: Giuseppe Papadopulo

Arbitro: sig. Bergonzi di Genova
Assistenti: Carretta, Carrer
Quarto uomo: Merchiori

Compriamo i biglietti e partiamo.. temperatura fuori circa 25 26 gradi
soletto caldo..qualche nuvoletta .. previsioni pioggia.. soccmel non ci prende mai Giuliacci!!, amore mi porto un giubbino??
Cosi' parto in canotta e pantaloni leggeri, le tennis ai piedi, arrivo la' in curva Andrea Costa.. che emotions.. quanta gente, che bello, sotto di me gli Ultras, di fianco i Freak Boys, all'altro lato i
Cappottati.. ci son in mezzo.. ahah cominciano a cantare.. ma all'orizzonte nubi minacciose di un grigio/nero intenso.. San Luca si oscura.. soccmel non verra' mica a piovere??
dopo tre minuti.. (mancavano circa 15 min ) all'inizio della partita...
comincia il diluvio universale, freddo, vento, delirio, acqua a catinelle.. non smette e non smettera' fino alle 20.00. Giuliacci ci aveva preso..azidànt!!
Non avevo k-wey, non avevo giubbotti, non avevo l'ombrello, nemmeno una
bandiera, un sacchetto di plastica,il Carlino del giorno prima,nulla di nulla... Io, la Nico, l'Ange e Mirk aspettiamo un po' sotto al coperto ma visto che non smette decido di andare da mia cognata a guardare il secondo tempo in tv.. sul satellitare.. Tutti bagnati come pulcini, un freddo da bronchite.
insomma me la son vista con un the' caldo in mano sul divano di mia cognata,col plaid sulle ginocchia tipo "nonna belarda".. va mo la che prima volta!!
Da non crederci!! Domenica poi gran sole!!!
ahahah son destinata non ci dovevo essere.. Per fortuna e' finita 1 a 0 per noi..
la prossima volta vado la con lo scafandro da palombaro!! soccmelll

C'E'SEMPREUNAPRIMAVOLTA -(BO)

 
 
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